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Red Canzian and Riccardo Fogli – Signed Book – Pooh. La grande storia 1966-2006

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Libro con autografo di Red Canzian e Riccardo Fogli.

 

Donated by: Red Canzian

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RED CANZIAN BIOGRAFIA :
Red Canzian, pseudonimo di Bruno Canzian (Quinto di Treviso, 30 novembre 1951), è un compositore, cantante, polistrumentista e produttore discografico italiano.
Nasce il 30 novembre 1951 a Quinto di Treviso (TV) in una villa nobiliare in cui la sua famiglia, economicamente non agiata, viveva insieme ad altre famiglie. Trascorre l’infanzia a Quinto e l’adolescenza a Treviso. Comincia a suonare la chitarra in piena epoca beat e nella seconda metà degli anni sessanta partecipa ad alcuni concorsi in Veneto, quando approda nel gruppo musicale dei Prototipi, formato da alcuni amici d’infanzia che lo convincono ad entrare nella band dopo averlo sentito cantare. La band si guadagna da vivere, per una stagione estiva, nei locali della Riviera; al ritorno a Treviso il produttore Pino Massara decide di cambiare il nome del gruppo musicale in Capsicum Red.
Con il gruppo trevigiano Red pubblica un LP progressive intitolato Appunti per un’idea fissa, uscito nel 1972 per l’etichetta Bla Bla (la stessa del primo Franco Battiato sperimentale). L’anno precedente i Capsicum Red avevano pubblicato due 45 giri (Ocean e Tarzan) e partecipato al Festivalbar 1971; una delle loro canzoni (Ocean) era stata scelta come sigla del programma televisivo della RAI …e ti dirò chi sei, condotto da Enza Sampò. È proprio durante il Festivalbar che avviene il primo incontro fra i Pooh e Red, che rimangono ore a parlare di musica.
Successivamente, a causa del servizio di leva, alcuni componenti del gruppo sono costretti a lasciare e la band dei Capsicum Red si scioglie. Red milita per un breve periodo negli Osage Tribe, dopodiché partecipa al provino per entrare a far parte dei Pooh.
Nei Pooh
Anni settanta
Il 15 febbraio 1973 viene convocato dai Pooh, che stanno cercando un bassista per sostituire Riccardo Fogli e hanno già visionato più di trecento musicisti. Il provino avviene nella lavanderia di un hotel di Roncobilaccio in cui c’era una parete con tantissimi rotoli di carta igienica e proprio per questo di buona acustica. Red si presenta senza basso, tuttavia c’è un Fender bianco lasciato da Fogli: pur non avendo mai suonato il basso, Red dimostra di possedere talento, e da quel giorno entra a far parte dei Pooh. Tre settimane più tardi avviene il cambio con Riccardo e, dopo un po’ di prove a Roncobilaccio e un paio di concerti al Sud, debutta con una tournée negli Stati Uniti, coi pezzi in scaletta imparati a furia di sentire le cassette del gruppo. Al ritorno dagli USA, viene ufficialmente ammesso nel gruppo.
Il ritorno in Italia porta i Pooh nuovamente in sala d’incisione per Parsifal. Al giovane debuttante Red vengono affidate le parti vocali di Come si fa, Solo cari ricordi, la prima e l’ultima strofa di L’anno, il posto, l’ora. Successivamente interpreta Eleonora mia madre (con Roby) e Il tempo, una donna, la città (con Roby e Dodi) dal disco Un po’ del nostro tempo migliore, mentre a causa dei dissapori con Giancarlo Lucariello si ritrova a non cantare neanche un brano di Forse ancora poesia.
Nel 1977 produce, suona il basso e scrive alcuni pezzi per il duo Genova & Steffan, il gruppo nel quale milita un suo ex compagno dei Capsicum Red. Red non partecipa alla lavorazione dei due singoli dei Mediterraneo System di Valerio Negrini. Il suo ruolo di autore delle musiche prende il via con Il suo tempo e noi del 1977, in seguito porta a Facchinetti la bozza su cui lavorare de Il ragazzo del cielo, una suite rock-progressive che parla del primo volo trans-oceanico di Lindbergh, inclusa nel disco Boomerang del 1978.
Anni ottanta
Ne sussegue un filone che porta Canzian a scrivere almeno un brano per album e vedono la luce Susanna e basta (1979), cantata però da Dodi e Roby, Gatto di strada (1980), Replay (1981), Colazione a New York (1983), Lettera da Berlino Est (1983), Stella del sud (1984), Amore e dintorni (1986). Nel 1986 incide il suo primo LP da solista, intitolato Io e Red e nel quale partecipano come autori grandi artisti come Paolo Conte, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni.
In questo LP compaiono come ospiti anche gli altri Pooh, che suonano in alcuni brani o scrivono i testi di alcune canzoni: il batterista Stefano D’Orazio in Canzoni per mestiere e Valerio Negrini in Noi quelli veri, Frontiere. Nel brano Con gli occhi chiusi si invertono i ruoli: Marco Tansini firma le musiche e Red scrive il testo. Indimenticabile Capita a volte che poi ci si trovi soli, scritta insieme ad Enrico Ruggeri e cantata come solista da Red. Le cantanti femminili che duettano con Red nel disco sono Loredana Bertè in Tu no, Betty Vittori in Con gli occhi chiusi e la compagna di Red nella vita, Delia Gualtiero, in Noi quelli veri. Nel 1986 Red scrive anche il brano Rosso Natale inserito in una raccolta di artisti vari pubblicata a scopo benefico. Il singolo Sogno messicano viene scelto dalla RAI come sigla dei Mondiali di calcio del 1986. Sul finire degli anni ottanta compone alcune delle hit più sensuali del gruppo: Città di donne (1987), Ti dirò e Linea calda, entrambe del 1988.
Anni novanta
Il ruolo di Red nei Pooh prende sempre più spazio e lo porta a firmare negli anni novanta alcuni dei brani più importanti della discografia del gruppo, scritti in coppia col fedele D’Orazio. E nasce il filone denominato “Canzian-songs” dedicato alla compagna Bea, che nel frattempo ha preso il posto di Delia Gualtiero nel cuore di Red: Stare senza di te (1992), Tu dove sei (1994), Cercando di te (1996), Io ti aspetterò (1999).
Anni 2000
Nel 2000 col brano Stai con me per la prima volta un singolo destinato al commercio è scritto da Red; in precedenza, esclusa Canterò per te di Dodi Battaglia incisa nel 1980, i singoli erano sempre stati scelti fra i brani di Roby Facchinetti. A Stai con me seguono Portami via (2001), Capita quando capita (2004) e Il cielo non finisce mai (2006).
Anni 2010
Nel 2010 Red ha presentato la Fondazione Q, che si occupa di giovani musicisti, producendo senza fini di lucro il loro primo progetto discografico. Di questa fondazione, di cui Red è il direttore, fanno parte Elvio Chiatellino e Marina Quadro e ha come obiettivo di “dare un vestito a un cantante che entra nudo” grazie a un team di esperti che aiutano i giovani artisti prescelti a realizzare il proprio lavoro a 360 gradi, dall’aspetto prettamente musicale a quello psicologico dello stare sul palco. La Fondazione, inoltre, ha precisato Canzian “non è contro i talent show, ma va loro in aiuto, occupandosi di certi aspetti che vengono a volte lasciati fuori”.
Esce nelle librerie il 24 aprile 2012 Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto, autobiografia in cui Red si racconta per la prima volta parlando di sé, della sua infanzia tra Quinto di Treviso e Treviso, del suo mestiere di musicista, della sua famiglia, delle sue passioni, della sua scelta vegana e dei suoi sogni. Il 30 settembre 2014 esce il suo secondo album da solista, dal titolo L’istinto e le stelle. Il progetto comprende un cd con 12 brani inediti, un DVD contenente un docufilm sulla lavorazione dell’album girato tra Milano, la Val Badia e Villa Corner della Regina, presso Treviso, e un booklet di ben 72 pagine. L’album è anticipato dai singoli Corro verso te e Ogni giorno è un altro giorno che ti amo.
Dopo i Pooh
Dal 2018 ai giorni nostri
Red Canzian partecipa al Festival di Sanremo 2018 con il brano Ognuno ha il suo racconto, piazzandosi in finale al 15º posto, il brano anticipa il nuovo album intitolato Testimone del tempo, che è uscito il 16 febbraio 2018, all’album seguirà un tour omonimo che ha avuto inizio il 2 maggio 2018 a Cascina.
Dall’8 giugno 2018 è giurato e coach nel programma Ora o mai più su Rai 1, condotto da Amadeus. Nella prima edizione ha come allievo il cantante Marco Armani, mentre nella seconda l’ex componente dei Gazosa Jessica Morlacchi.
Il 31 luglio debutta con Red in Blue, uno spettacolo nel quale racconta la sua vita attraverso le canzoni, accompagnato dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese diretta dal M° Stefano Fonzi e dal trio ritmico composto da Phil Mer alla batteria, Andrea Lombardini al basso, Daniel Bestonzo al pianoforte.
Partecipa alla registrazione del concept album Hotel Disamore, di Miki Porru, pubblicato il 1º febbraio 2019 insieme a Isbella D’emery, Delia Gualtiero, Arianna Cleri, Monia Russo, Paul Manners, Tony Suriano, Paolo Schianchi, Giancarlo Gianise, Alvaro D’apollonio, per il quale disegna la piantina all’interno del booklet, interpreta le canzoni Prima o poi (insieme allo stesso Miki Porru e agli altri ospiti), e Due parole (interamente, con Miki Porru che fa due brevi cori). Il 31 luglio 2019 si esibisce in un grande concerto a Marzano di Nola seguito da migliaia di persone.
RICCARDO FOGLI BIOGRAFIA:
Riccardo Fogli (Pontedera, 21 ottobre 1947) è un cantautore e bassista italiano. Frontman e bassista dei Pooh tra il 1966 e il 1973 e tra il 2015 e il 2016, poi vincitore da solista del 32º Festival di Sanremo e della prima edizione del reality show Music Farm, ha inciso complessivamente 32 album.
1966-1973: il periodo con i Pooh
Riccardo Fogli, dopo una brevissima permanenza nei Jet di Pontedera (band dal profilo amatoriale) esordisce nel settore della musica leggera come frontman e bassista di un complesso rock che fa base a Piombino, formatosi nel 1961 grazie alla forte spinta intraprendente di Ivo Saggini e di Tullio Anselmi. Quest’ultimo e il figlio Nedo (chitarrista) convocano Marino Alberti (batterista), Piero Ballini (chitarrista) e Vincenzo Doni (organista). The Slenders[1], (Gli Smilzi, questo il nome della band) attendono di trovare un bassista che di lì a poco viene individuato nel giovanissimo Fogli, che nell’estate del 1963 debutta nella formazione all’hotel Hermitage dell’isola d’Elba. La band in quella occasione si presenta al pubblico sotto lo pseudonimo The Slenders & Tony Rio (soprannome, quest’ultimo, sotto il quale si cela Riccardo Fogli). Il quintetto si compatta e nel 1965, in vista delle prime trasferte extra-regionali, acquista un furgone. Nel 1966, reduce l’anno precedente dalla partecipazione alla Festa degli Sconosciuti di Ariccia (dove il Complesso si è piazzato al secondo posto), la band viene scritturata da Leo Wächter, che ingaggia il quintetto in prova per un mese a conclusione del quale gli prospetta di suonare al Piper-Club di Milano. A Piombino Fogli lavora come gommista[2] mentre gli altri componenti della band sono impiegati presso lo stabilimento delle Acciaierie e per poter suonare chiedono e ottengono sei mesi di aspettativa. Quella al Piper di Milano, in occasione della quale avviene l’incontro tra Fogli e la prima formazione dei Pooh (allora capitanata da Valerio Negrini e Mauro Bertoli), è una delle ultime esibizioni della band.
Impressionati dallo stile canoro del giovane Fogli e dalla sua tecnica al basso, dopo il concerto i musicisti del complesso dei Pooh gli chiedono di entrare nella formazione in sostituzione di Gilberto Faggioli, che già da qualche tempo si trova in forte divergenza con le scelte musicali dei compagni e per ciò è stato estromesso dal sodalizio. Di contro, i componenti della band a cui fa capo Fogli, senza un contratto discografico e attraversati da un clima di smobilitazione, dovuto alle ristrettezze economiche, sono in procinto di sciogliere la band.
Il passaggio di Riccardo Fogli nel ruolo di bassista da una formazione all’altra avviene non senza compromessi: Saggini e soci chiedono a Valerio Negrini di accollarsi le rate del furgone della band che ancora stavano finendo di pagare. Così il complesso dei Pooh si ritrova con un nuovo bassista, che in dotazione, oltre al furgone e alle ammiratrici, porta pure la canzone Nel buio, cover di I looked in the mirror, che i Pooh inseriranno sia nella scaletta dei concerti sia nel primo album, Per quelli come noi, uscito nell’ottobre del 1966. Il ruolo di Riccardo nel primo LP della band è comunque marginale; si occupa dei cori e delle parti di basso dei brani non ancora registrati. Alcune canzoni erano infatti già state incise e pubblicate in precedenza. Fra i brani che rimangono fuori dal disco, spicca I cinque orsacchiotti, nel quale i 5 musicisti, a turno, interpretano una delle strofe (l’ultima viene affidata a Fogli). In seguito, dopo l’abbandono di Mauro Bertoli, il complesso si assesta in quartetto. Escono alcuni singoli di successo, Piccola Katy e In silenzio, entrambi affidati all’interpretazione di Riccardo, il quale diventa leader vocale della band anche nel successivo long playing Contrasto, uscito nel 1969. Riccardo è anche voce principale di Mary Ann, Un minuto prima dell’alba e Goodbye Madame Butterfly.
Quando i Pooh incidono Memorie nel 1970, è già chiara la posizione di Riccardo come unica voce della band, il che lascia pochissimo spazio sia a Roby Facchinetti sia a Valerio Negrini. Il ruolo di leader vocale della band si incrina quando il complesso passa alla CGD (catalogo CBS), nel 1970; nel giugno di quell’anno, Riccardo esordisce come solista con il 45 giri Zan zan/I 10 comandamenti dell’amore, inciso con lo pseudonimo Renzo insieme a Virginia, ovvero Viola Valentino, sempre per la Vedette. Il produttore dei Pooh, Giancarlo Lucariello, non volendo lasciare al solo Riccardo il ruolo di voce principale, decide di affidare a Dodi Battaglia il cantato di Tanta voglia di lei, il 45 giri che lancerà il complesso dei Pooh nell’Olimpo della canzone.
A Riccardo viene affidata l’esecuzione vocale del brano Pensiero. Nell’album Opera prima, uscito nel 1971, Riccardo interpreta pure Che favola sei, Alle nove in centro e la prima strofa cantata (dopo il parlato di Valerio Negrini) del brano Opera prima. L’insofferenza al ruolo di comprimario porta Riccardo a lasciare la band nel 1973, nel bel mezzo del tour per l’album Alessandra. Lucariello ha affidato i singoli più importanti del disco ancora a Battaglia, togliendo sempre più spazio a Riccardo, che comunque ha il proprio spazio in Nascerò con te, Col tempo, con l’età e nel vento, (Cantato in coppia con Battaglia), Donna al buio, bambina al sole, Quando una lei va via e Alessandra, canzoni evergreen del repertorio della band.
Dopo i Pooh: 1973-1979
A questo punto Fogli nei Pooh si sente come un re senza corona e, aiutato dai consigli di Patty Pravo, all’epoca divenuta la sua amante, che lo convince a lasciare il gruppo per intraprendere la carriera solista, si separa definitivamente dalla band. Nel 1973, mentre i Pooh pubblicano il pluridecorato Parsifal, proposto anche in una fortunata tournée americana, Riccardo Fogli battezza il proprio esordio da solista con un LP che rimane pressoché sconosciuto, Ciao amore, come stai.
Da questo album vengono estratti alcuni singoli, ma la scelta di Fogli sembra rivelarsi un fallimento, abbandonare un gruppo destinato a lasciare un segno indelebile nella storia per far musica per conto proprio, senza avere riscontri né dal pubblico né dalla critica. Nel 1974 partecipa al Festival di Sanremo col brano Complici, di Carla Vistarini e Luigi Lopez, a cui fa seguito un brano dal sapore progressive, Amico sei un gigante. L’anno successivo pubblica il singolo Guardami (con il quale partecipa a Un disco per l’estate), un brano che rimanda molto agli anni sessanta che stenta a trovare spazio nei juke box. Un disco, interamente cantato in spagnolo, delle canzoni dei primi anni di Fogli, segue le incisioni italiane.
Nel 1976 arriva una svolta nella carriera di Fogli: il 45 giri Mondo, brano di Carla Vistarini e Luigi Lopez, diventa un successo e il nome dell’ex bassista dei Pooh comincia finalmente a circolare nei grossi circuiti nazionali. Grazie a Mondo, il cantante entra nella Top Ten della Hit Parade e partecipa al Festivalbar, ritirando il Premio Disco Verde. Sempre in quell’anno, pubblica il suo secondo LP, intitolato semplicemente Riccardo Fogli, che include fra le altre una canzone del suo periodo nei Pooh, In silenzio, che viene rivisitata in una particolare versione rallentata, con una sezione orchestrale a far di contorno. L’intro ricorda però Infiniti noi dei Pooh, pubblicata nel 1973. Nel disco trovano spazio anche Mi manca, brano scritto da Umberto Tozzi che verrà incluso sia nell’album dell’artista toscano sia in quello del giovane cantautore torinese. Fra le due versioni, l’unica differenza sarà il testo, leggermente modificato dal paroliere Giancarlo Bigazzi. Con Giancarlo Lucariello che produce i suoi dischi, Riccardo torna in auge e pubblica nel 1977 il singolo Stella di Carla Vistarini e Luigi Lopez, che diventa una hit importante della sua carriera, anche se con successo inferiore al precedente Mondo.
Il seguente LP, Il sole, l’aria, la luce, il cielo, esce nel 1977 e segna una tappa importante della carriera di Fogli, forse vagamente datato per il periodo nel quale è uscito, ma che delinea i contorni dell’ex ragazzo del ’66. Nel disco sono incluse canzoni come Anna ti ricordi, Il giorno comincia qui, Ricordati, Paola, le ultime due vanno a comporre il 45 giri uscito in seguito per promuovere il disco. Gran parte dei brani vengono affidati alla penna della poetessa Carla Vistarini e di vari autori delle musiche. Riccardo scrive i testi di sole due canzoni, l’eterea e emozionante Vendo sogni e Dolce straniera. Nel 1978 esce la raccolta Io ti porto via, che include quattro canzoni inedite tra le quali la title-track. Il grande successo arriva nel 1979, con il singolo Che ne sai, che rimane per moltissimo tempo nelle prime posizioni in classifica, accompagnando il successo dell’omonimo LP nel quale si trovano anche due brani firmati dall’ex compagno di gruppo Roby Facchinetti.
Fogli lascia un’impronta importante di sé come interprete raffinato e gentile della canzone italiana, negli anni del cantautorato, del punk, dei giovani ribelli, e si presenta sia nella musica sia nell’abbigliamento come un giovane damerino in frac, proprio come nella copertina del disco. Altri singoli importanti sono Pace, Non mi lasciare e Che amore vuoi che sia. La maggior parte dei brani è composta da Maurizio Fabrizio, che si occupa anche degli arrangiamenti, e dal paroliere Guido Morra, già autore dei testi delle canzoni di Gianni Togni. Sempre nel 1979 dovrebbe uscire l’album Matteo, prodotto da Fogli e Marcello Aitiani, con testi scritti interamente da Fogli, ma il disco viene bloccato dall’etichetta discografica perché ritenuto troppo “diverso” (si tratta di un concept album di rock progressive nel quale si narra la vita di un uomo ripresa al contrario, dalla morte alla nascita, in pratica un disco al contrario rispetto a quello fatto con i Pooh dieci anni prima, ovvero Memorie) dal genere che ha portato alla ribalta Fogli, il pubblico ne sarebbe rimasto spiazzato. Il brano Festa viene incluso in Che ne sai.
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